Dottorato di ricerca in Discipline giuridiche

image 115129

Coordinatore: Link identifier #identifier__171264-1prof. Giuseppe Grisi
Responsabile amministrativo: Link identifier #identifier__123458-2dott. Stefano Passera

Il Dottorato in Discipline giuridiche opera dal XXIX ciclo (a.a. 2013/2014), in continuità con l’ispirazione e il
progetto scientifico e formativo della Scuola Dottorale Internazionale Tullio Ascarelli, in attività
con riguardo ai cicli precedenti. E’ articolato al proprio interno in curricula e svolge attività di
alta formazione e di ricerca scientifica a questa collegata praticamente in ogni settore
dell’esperienza giuridica, con l’obiettivo di dare ai Dottorandi una formazione rigorosa ed
aperta, nella metodologia e nei contenuti, capace di rispondere alle esigenze e alle sfide di una
società in evoluzione. Avvalendosi di metodologie di insegnamento sia classiche che innovative e
di strumenti sia tradizionali che tecnologicamente avanzati, l’intendimento è sviluppare
l’approccio multidisciplinare nella formazione e nella ricerca e, a questo fine, indirizzare lo studio
di ogni disciplina all’acquisizione di contenuti e tecniche specifici di ciascuna di esse, ma in
un’ottica sempre attenta all’interdisciplinarietà, al coordinamento e all’interazione, alla visione
d’insieme dei dati giuridici, alla definizione di un sapere giuridico articolato e complesso ma
unitario, non frammentato, né asetticamente suddiviso in comparti autosufficienti ed
autoreferenziali. Costante attenzione è anche rivolta agli sviluppi consolidati e in atto a livello
sovranazionale, onde analizzare le prospettive e le linee di tendenza più marcate nei vari ambiti
di interesse. Per il conseguimento di detti fini, il Dottorato punta sull’internazionalizzazione,
sviluppata nei fatti grazie alla partecipazione ai corsi di Dottorandi stranieri adeguatamente
selezionati e ad accordi di cooperazione a livello nazionale e internazionale. La formazione che il
Dottorato mira ad impartire è orientata ad una trasmissione delle conoscenze non fine a se
stessa, né avulsa dalla necessità di assicurare chances elevate di collocamento, in posizioni
apicali, nel mondo del lavoro e delle professioni. Stimolata è, perciò, la ricerca in ambiti che
presentino contatti, più o meno ravvicinati, con lo svolgimento delle professioni legali
tradizionali (avvocato, magistrato, notaio), con l’insegnamento e la ricerca (ricercatore, docente
in scuole e università), con le esigenze prospettate da altri profili professionali nell’ambito della
P.A. e in enti privati (ivi compresi quelli di più recente emersione, quali mediatori, giuristi
d’impresa, funzionari e dirigenti di istituzioni ed enti nazionali, europei ed internazionali, nuove
figure di esperti legali nella P.A. e in imprese pubbliche e private, ecc.), con l’esperienza delle
Autorità indipendenti (AGCM, Privacy e protezione dati personali, AGCom, ABF, ecc.) e dei vari
organismi di mediazione, conciliazione et similia. Si può, in generale, affermare che la
strutturazione del Dottorato e la grande varietà dei temi analizzati nelle attività formative da
esso promosse agevolano ad ampio spettro l’inserimento nel mondo del lavoro, in ogni livello.

PAOLO NICOLAI 24 Settembre 2019